Salute: Vella (Ist. Sanità e Aifa), Aids come “modello globale” per lotta alle disuguaglianze

“Oggi quasi venti milioni di persone con Hiv sono in trattamento: un risultato impensabile fio a qualche anno fa, e l’aspettativa di vita è tornata a crescere”. A fornire il dato è stato Stefano Vella, direttore del Centro nazionale per la salute globale dell0Istituto superiore di Sanità e presidente dell’Aifa (Agenzia italiana per il farmaco), intervenuto alla conferenza internazionale “Affrontare le disparità globali in materia di salute”, in corso in Vaticano fino al 18 novembre. Tuttavia, “due milioni di persone vengono infettate ogni anno e altre due milioni muoiono di Aids”, ha proseguito l’esperto facendo notare che la battaglia contro la pandemia “non è ancora vinta, ma quella per l’Aids può diventare un modello globale di lotta alle diseguaglianze sanitarie perché ha coinvolto scienziati, politici, economisti, uomini di Stato e uomini di Chiesa, ha sollecitato l’attivismo della popolazione e ha innescato meccanismi finanziari innovativi, oltre all’innovazione farmaceutica”. Il “cocktail” di farmaci antiretrovitali, messo a punto con le linee guida del 1996, alla cui elaborazione Vella ha partecipato, costa oggi 80 dollari a paziente all’anno, cifra impensabile quando tra gli anni Sessanta e Settanta la malattia è esplosa, uccidendo 40 milioni di persone e infettandone altrettante, per diventare poi nel corso degli anni Ottanta la prima causa di morte, prima della messa a punto della terapia. “Da allora, è crollata la mortalità, ma nei Paesi ricchi”, ha fatto notare Vella citando anche il successo della Conferenza di Durban, in cui per la prima volta il tema dell’Aids è stato portato in Africa e documentato da 1.300 giornalisti di tutto il mondo, grazie anche alla presenza trascinante di Nelson Mandela. Quanto ai progressi futuri, Vella ha affermato che “un’epidemia così grande non potrà essere debellata fino a quando non ci sarà un vaccino o una cura”. In Etiopia, intanto, si sta sperimentando un approccio che coinvolge nella promozione delle cure anche i pazienti già affetti da Aids, “in grado meglio di ogni altro di spiegare come si deve affrontare la malattia”. Nell’Africa subsahariana, grazie alle innovazioni farmaceutiche – ha reso noto Lelio Marmora, direttore esecutivo di Unitaid – si sta diffondendo un “auto-test” per capire se si è affetti dal virus dell’Hiv.

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