Povertà sanitaria: Rovati (Univ. Cattolica) e Pesenti (Odf), “1.772 enti caritativi sono Servizio sanitario solidale che garantisce risposta a cittadini indigenti”

“Di fronte alla povertà sanitaria e all’incapacità del nostro Sistema sanitario nazionale (Ssn) di essere fino in fondo universalista e inclusivo, la risposta concreta è garantita nel nostro Paese dai 1.722 enti caritativi sostenuti nella loro attività dal Banco Farmaceutico”. Lo dice Giancarlo Rovati, ordinario di sociologia generale presso l’Università Cattolica, intervenuto questa mattina, a Roma, alla presentazione del “Rapporto 2017 – Donare per curare: Povertà sanitaria e donazione farmaci,” promosso da Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato dall’Osservatorio donazione farmaci (Odf, organo di ricerca di Banco farmaceutico). Senza queste strutture, “non semplicemente parallele al Ssn ma ad esso in qualche modo necessarie e forse indispensabili, migliaia di persone resterebbero prive di farmaci e di cure adeguate”. “Per centinaia di migliaia di persone svantaggiate – aggiunge Luca Pesenti, direttore della ricerca Odf – la principale possibilità di ricevere assistenza medica primaria è rappresentata dagli ambulatori degli Enti assistenziali e caritativi diffusamente presenti sul territorio, che hanno dimostrato di sapersi integrare efficacemente con l’intervento pubblico”. Nel loro insieme “queste organizzazioni costituiscono una sorta di ‘Servizio sanitario solidale’, che merita di essere considerato e supportato dalle istituzioni pubbliche, anche in quanto soggetti depositari di informazioni accurate e attendibili sul bisogno di salute della fascia più vulnerabile della popolazione: un repertorio da cui trarre indispensabili indicazioni di policy sul versante terapeutico, assistenziale e preventivo”.

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