Migramed: Suliman (Caritas Giordania), “non servono soldi, ma un impegno per promuovere la pace in Medio Oriente”

“L’assistenza ai rifugiati è diventato un vero e proprio business in Medio Oriente. Tanti, troppi uomini si sono arricchiti sul dolore generato dalle guerre che caratterizzano la storia della regione negli ultimi 70 anni”. Lo afferma il direttore di Caritas Giordania, Whael Suliman, intervenuto nel corso del convegno Migramed. A seguito del conflitto siriano, racconta Suliman, “Benedetto XVI ci ha supportato con oltre un milione di dollari. Anche Papa Francesco ha generosamente dato una mano al nostro popolo. Tuttavia, abbiamo scritto al Santo Padre spiegando che quello che veramente ci manca non sono i soldi, ma la pace”. Così il direttore di Caritas Giordania invoca un intervento concreto per la pace da parte della Chiesa cattolica. “Siamo nati per vivere, non per morire. E siamo nati per vivere nel Medio Oriente, la nostra terra; ma il nostro popolo è vittima di un dolorosissima diaspora. Tra pochi anni – sottolinea Suliman – in Medio Oriente non sarà più possibile trovare nessuna minoranza. In pochi anni, abbiamo perso circa il 95% dei cristiani e i rimanenti vivono in buona parte in Egitto”. “Io stesso ho perso gran parte della mia famiglia. Siamo di origine libanese, scappati in Palestina nel 1860 e dopo il 1948 abbiamo dovuto lasciare quel Paese e arrivare in Giordania. Quasi tutta la mia famiglia ormai vive negli Stati Uniti, in Canada e Germania”, continua commosso. Suliman torna poi sull’esigenza di lavorare sulla risoluzione dei conflitti mediorientali: “I popoli arabi sono ricchi e i soldi via via arrivati dalla comunità internazionale non hanno risolto il problema, anzi, spesso sono stati essi stessi fonte di conflitto. Vorrei che tutti potessero vedere il campo profughi di Zaatari (dove vivono dal 2012 oltre 90mila rifugiati siriani, ndr). Noi giordani non ci vogliamo andare più. È disumano. I soldi che ci arrivano servono solo per dare un po’ da mangiare, medicine, ma non risolvono il problema per delle migliaia di persone che ci vivono a causa del male portato dall’uomo. Oggi è il momento di lavorare per la pace. E abbiamo bisogno di voi. La pace non si costruisce da sola”.

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