Istituto Giovanni Paolo II: mons. Sequeri (preside), farsi carico della “vulnerabilità” e “complessità” delle famiglie

“È stato un anno ricco di eventi e anche di novità particolarmente rilevanti per l’assetto della nostra istituzione”. Lo ha detto mons. Pierangelo Sequeri, inaugurando l’anno accademico 2017-2018 del Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia. Tracciando un bilancio del suo primo anno da preside, Sequeri è partito dalla consegna affidata dal Papa un anno fa, nella circostanza analoga a quella odierna, quando ha riconfermato la “lungimirante intuizione” di Giovanni Paolo II, esortando però l’istituto a “non chiudersi negli angusti limiti di una rigida ideologia di scuola”, ma a mettere “la migliore intelligenza della fede a disposizione della Chiesa universale: attrezzandola al confronto critico, ma anche al colloquio e allo scambio riflessivo, con le migliori espressioni delle tradizioni religiose e della contemporaneità culturale”. “La nuova congiuntura epocale assegna alla teologia uno speciale compito di chiarificazione e di motivazione della verità umana e cristiana del progetto coniugale e famigliare”, ha affermato Sequeri: “La nuova sensibilità ecclesiale, dal canto suo, deve anche farsi carico, con più generosa intelligenza della fede che salva, della vulnerabilità e della complessità che caratterizzano la storia vissuta e i passaggi difficili – spesso realmente drammatici – della sua attuazione”.  La fede e la vita della Chiesa devono, dunque, “saper abitare la storia famigliare dell’uomo, nella buona e nella cattiva sorte, senza abbandonarla al proprio destino”.

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