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Vescovi Usa: mons. Murry, “il razzismo sarà sconfitto dalle azioni ed è tempo di agire”. Possibile convocazione nazionale sul tema

(da Baltimora) “Il male non ha diritti. Il male del razzismo ha creato muri tra le persone che solo la nostra fede può rompere”. Monsignor George V. Murry, vescovo di Youngstown e presidente della Commissione sul razzismo, istituita dalla Conferenza episcopale Usa a seguito dei fatti di Charlottesville ha tenuto un’intera sessione dell’assemblea dei vescovi dedicata a questa piaga ancora viva nel Paese.
Dopo aver tratteggiato le origini della Commissione, definita “la forma più alta di risposta decisa dalla Conferenza dei vescovi dopo anni di battaglie” ha precisato che questa task force studierà il problema non solo dentro la Chiesa ma anche fuori e lo farà con gruppi di dialogo e di ascolto e con una lettera pastorale, di cui ha annunciato alcuni punti.
Con estrema franchezza, monsignor Murry, che è un vescovo afro-americano, ha precisato che nonostante i progressi, la storia del Movimento dei diritti civili, figure fondamentali come quella di M.L.King jr., il razzismo esiste ancora e in “preoccupante ripresa in questi ultimi anni e talvolta alcuni leaders cattolici sono stati parte del problema poiché non hanno vissuto pienamente il Vangelo e gli insegnamenti della Chiesa e questo va riconosciuto con chiarezza”. Tra i progetti della Commissione, oltre alla creazione di gruppi di ascolto in tutto il Paese, c’è quello di istituire una convocazione nazionale sul tema, nel 2018, magari in concomitanza con la celebrazione della festività dedicata a M.L.King.
Animato da esperienze e proposte il dialogo che ne è seguito.
Il vescovo di Birmingham, in Alabama, Stato dove il razzismo ha dato chiari segni di vitalità, ha raccontato che i gruppi di ascolto, a cui lui stesso ha partecipato sono stati molto efficaci nell’affrontare le criticità del problema, “consapevoli che questo tema viene spesso considerato imbarazzante e genera non poche polemiche poiché tanti preferirebbero che fosse trattato in privato e non come tema pubblico”. E invece monsignor Murray e con lui, molti altri vescovi, hanno chiesto che il tema venga affrontato apertamente perché “spettacoli come quello di Charlottesville richiedono risposte pubbliche dalla società e dalla Chiesa, consapevoli che questo non è solo un problema per gli Usa. Il Vangelo ci chiama a lavorare per la giustizia e il razzismo nega la giustizia alle persone, semplicemente per la loro razza”. L’azione dei vescovi si trova a fare i conti anche con il primo emendamento che garantisce la libertà di espressione e su questo punto tante sono state le osservazioni soprattutto sulle sfide che comporta la fedeltà alla dottrina sociale della Chiesa e il rispetto delle leggi dello Stato. A conclusione monsignor Murry ha dichiarato: “Il razzismo non sarà mai sconfitto dalle parole, ma solo dalle azioni ed è tempo di agire”.

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