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Ue-Polonia: Timmermans (Commissione), “governo rispetti autonomia della magistratura e stato di diritto”

(Strasburgo) Dibattito acceso in mattinata nell’emiciclo dell’Europarlamento. All’ordine del giorno la discussione sullo “stato di diritto in Polonia”, cui seguirà a metà giornata il voto di una risoluzione che richiama il governo di Varsavia al rispetto delle normative Ue sulla democrazia e la divisione dei poteri. Posizioni diametralmente opposte tra chi – la maggioranza – ritiene che il governo della premier Beata Szydlo stia contrastando potere e autonomia dei giudici e chi difende l’operato dell’esecutivo nazionale, eletto, questa la ragione ricorrente, democraticamente dai cittadini polacchi. L’intervento del vice presidente della Commissione, Frans Timmermans, ha sottolineato i diversi provvedimenti che contrasterebbero con lo stato di diritto e l’indipendenza della magistratura, per poi insistere sulla necessità che “il governo polacco accetti un dialogo aperto” con la stessa Commissione. “Abbiamo inviato quattro lettere a Varsavia, ma il governo non risponde. Ribadisco l’invito ai ministri degli esteri e della giustizia ad accettare un confronto”. Al centro dell’attenzione ruolo e compiti della Corte costituzionale, del Consiglio superiore della magistratura, l’organizzazione dei tribunali (e l’uguaglianza di genere nelle corti).
A dicembre è atteso un pronunciamento della Commissione di Venezia sul caso-Polonia, mentre altri organismi internazionali si sono già espressi, fra i quali – riferisce lo stesso Timmermans – il relatore Onu per l’indipendenza della magistratura, esprimendo “preoccupazione” per le anomalie polacche. “Uno Stato che riforma la magistratura – ha detto fra l’altro Timmermans – deve farlo garantendo l’indipendenza dei tribunali in conformità con gli standard europei” e “limitando l’ingerenza del governo” sull’amministrazione della giustizia. In Polonia sono fra l’altro in itinere altri due progetti di legge in materia. “Uno dei punti fermi dello stato di diritto – ha quindi aggiunto Timmermans nel replicare al dibattito – è mantenere la divisione dei poteri. E non basta dire ‘ignoro i principi perché la maggioranza è con noi’. Non si può opporre la democrazia allo stato di diritto”. “Anche il presidente polacco Duda ha per fortuna preso le distanze dalla manifestazione antisemita e razzista di domenica a Varsavia. Perché c’è una linea sottile tra il patriottismo orgoglioso e il nazionalismo più terrificante dal quale dobbiamo guardarci”, in Polonia e in tutta l’Ue.

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