Salute: Medicina Solidale, a Roma a rischio le cure per 15mila poveri delle periferie

“Dopo la chiusura forzata dei sei ambulatori di strada di Medicina Solidale – da Tor Bella Monaca a Piazza caduti della Montagnola fino a quello sotto il colonnato di San Pietro – a causa di un contenzioso con la Regione Lazio che si sta risolvendo, ora la burocrazia di Roma Capitale e il silenzio assordante dell’assessore Laura Baldassarre stanno sentenziando la definitiva chiusura di questo servizio capillare e a costo zero per l’ammnistrazione pubblica”. Lo denuncia un comunicato di Medicina Solidale, sottolineando che in questo modo oltre 15mila poveri delle periferie non potranno più curarsi. “Da prima dell’estate – spiega Lucia Ercoli, direttore sanitario di Medicina Solidale – abbiamo incontrato tre volte l’assessore, le abbiamo inviato tutta la documentazione. Ad oggi dopo oltre un mese e dopo avere le spiegato l’urgenza di riaprire non abbiamo avuto nessun tipo di riscontro, nemmeno con una risposta negativa”.
“La nostra sede madre – aggiunge Ercoli – a Tor Bella Monaca è di proprietà comunale e come da legge per avere le autorizzazioni regionali per l’esercizio della nostra attività occorrono i documenti per l’accatastamento dell’immobile. Al momento questi documenti sono scomparsi nel buco nero degli archivi di Roma Capitale”. “Senza questo passaggio burocratico – spiega Ercoli – le mamme, i bambini e tanti cittadini non potranno più accedere alla nostre cure gratuitamente. Abbiamo chiesto disperatamente a Baldassarre di aiutarci in questo complicato cammino burocratico, ma non ci ha risposto”. Così, conclude il direttore sanitario di Medicina Solidale, “saremo costretti a portare i nostri assistiti in piazza del Campidoglio dove effettueremo le visite mediche”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia