This content is available in English

Francia: nuova versione del Padre nostro. Mons. Kerimel (Conferenza episcopale), “occasione per i cristiani di riappropriarsi della preghiera”

“Ne nous laisse pas entrer en tentation”: “non lasciare che entriamo in tentazione” al posto di “non indurci in tentazione” è la nuova formulazione della sesta richiesta del Padre nostro che i cattolici francesi sono invitati a usare nelle celebrazioni pubbliche a partire dal 3 dicembre prossimo, prima domenica di Avvento, inizio di un nuovo anno liturgico. In un incontro con la stampa stamane a Parigi, il vescovo di Grenoble Guy de Kerimel, che è anche presidente della commissione episcopale per la liturgia e la pastorale sacramentale, ha spiegato il significato di questa modifica, là dove si chiede a Dio di “essere liberati dalla tentazione che conduce al peccato e a una forma di schiavitù”. La traduzione precedente non era sbagliata dal punto di vista esegetico, ma rischiava di essere “mal compresa dai fedeli”. La modifica è un’occasione per i cristiani di riappropriarsi della preghiera che Gesù ha insegnato loro”. Pe questo i vescovi francesi hanno voluto accompagnare questo passaggio con un volume “Preghiera del Padre nostro, uno sguardo rinnovato”. Questa formulazione, che è già stata introdotta nella Pentecoste scorsa in alcuni Paesi francofoni come il Belgio e il Benin, sarà utilizzata anche in tutte le celebrazioni ecumeniche, come raccomandato dal Consiglio delle Chiese cristiane in Francia.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia