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Ragazzi: Fondazione Zancan, “quindicenni sempre immersi nel virtuale, ma con un bisogno immenso di relazioni”

I quindicenni sono “sempre immersi nel virtuale, ma con un bisogno immenso di relazioni”. È quanto emerge dalla quarta annualità dello studio longitudinale “Crescere” curato dalla Fondazione Emanuela Zancan di Padova i cui dati sono stati presentati oggi. Dall’indagine, effettuata coinvolgendo mille ragazzi residenti tra le provincie di Padova e Rovigo, emerge che il 70% dei quindicenni guarda la tv ogni giorno, il 98% possiede uno smartphone; il 93% si collega a internet tutti i giorni, il 37% lo fa senza limiti di tempo o restrizioni di sorta da parte dei genitori. Per comunicare in rete usano Whatsapp (96%) e Instagram (72%) più di Facebook (50%). Inoltre, il 9% per cento gioca online a giochi in cui realmente si vincono o perdono soldi. E se “il 15% ci gioca, ma solo con monete virtuali” invece “uno su quattro ha provato qualche altro gioco d’azzardo (gratta e vinci, lotto, slot machine, totocalcio, scommesse sportive)”. Per quanto riguarda il rapporto con la famiglia, 7 ragazzi su 10 dicono di ricevere l’aiuto morale e il sostegno di cui hanno bisogno; 8 su 10 sono convinti che la famiglia tenti realmente di aiutarli nelle difficoltà. “L’aspetto più critico – prosegue la nota – è però quello del dialogo: il 57% sa di poter parlare dei propri problemi in famiglia, un quarto è incerto (‘a volte sì a volte no’) e il 18% invece non è d’accordo”. Complicato soprattutto il dialogo con il padre: per quasi metà dei ragazzi risulta “difficile/molto difficile” parlare con il padre di cose che preoccupano veramente. Invece, il legame con la madre è più forte perché “c’è meno imbarazzo a parlare dei propri problemi, perché cerca di essere comprensiva, aiuta a conoscersi meglio, si interessa maggiormente dei problemi”. Sono comunque le relazioni, innanzitutto gli amici (40%) e poi in famiglia (20%), “la cosa più importante per essere felici”.

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