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Parlamento Ue: Weber (Ppe), “situazione preoccupante in Polonia”. Catalogna, no a forzare le regole democratiche. Proteggere cristiani in Siria

(Strasburgo) “Domani sarò a Londra per incontrare la premier May. Il negoziato per il Brexit è a un impasse e a dicembre non si potrà dare avvio a una nuova fase delle trattative. Chiederò che” il governo di Londra “sappia dare risposte certe soprattutto sui tre dossier più delicati”, cioè i diritti dei cittadini dopo il divorzio Regno Unito-Ue, la questione irlandese e il versamento delle quote di bilancio Ue che spettano a Londra. Manfred Weber, capogruppo Ppe al Parlamento europeo, affronta diversi temi nell’agenda della plenaria in corso a Strasburgo. In particolare si sofferma sulla Polonia: “Sabato radicali di ultradestra hanno inscenato una manifestazione” dai toni nazionalisti e antieuropei “sfruttando l’occasione delle festa nazionale polacca. E il governo non ha preso le distanze, inoltre alcuni deputati hanno partecipato alla manifestazione. Io sono cristiano e ritengo incredibile che estremisti di questo tipo usino il cristianesimo per le loro rivendicazioni”. Sulla Catalogna? “La Spagna è un Paese libero. Se si intende cambiare la Costituzione va fatto nell’ambito dello stato di diritto e dei processi democratici, non dichiarando unilateralmente l’indipendenza”, come ha fatto il parlamento regionale di Barcellona. Infine una nota sui cristiani in Medio Oriente: “La situazione delle minoranze è preoccupante. In particolare per i cristiani in Siria. Occorre che l’Ue sia vigilante e ogni Paese che intende avere un partenariato con l’Unione deve assicurare la libertà religiosa. Insisterò con l’Alto rappresentante Mogherini perché chiarisca sempre, nei suoi colloqui internazionali, che questo tema per noi è essenziale”.

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