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Migranti: ricorso dell’Asgi al Tar del Lazio per 2,5 milioni di euro “sviati” per motovedette libiche

L’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) ha depositato il 14 novembre al Tar del Lazio un ricorso contro il decreto 4110/47 per “sviamento” di 2,5 milioni di euro del Fondo Africa, utilizzati invece per rimettere in efficienza 4 motovedette della guardia libica per respingere i migranti che tentano la traversata del Mediterraneo. “L’attività di sostegno alle autorità libiche – denunciano le avvocate Giulia Crescini e Cristina Laura Cecchini  – rende palese la responsabilità del governo italiano, tanto nelle operazioni di respingimento condotte dal governo libico su delega del governo italiano, quanto nell’aggravamento delle condizioni di vita di migranti e rifugiati in Libia, dove gli stessi sono sottoposti a trattamenti disumani e degradanti”. Secondo l’Asgi con  il Decreto 4110/47 il Ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale ha accordato infatti al ministero dell’Interno un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro per “la rimessa in efficienza di 4 motovedette, la fornitura di mezzi di ricambio e la formazione dell’equipaggio. Tutte attrezzature ed attività da destinare alle autorità libiche”. Il decreto, affermano, “appare con tutta evidenza illegittimo per eccesso di potere, sotto il profilo dello sviamento di potere. L’art. 1 comma 621 L 232/2016 istitutivo del Fondo Africa stabilisce, infatti, che il fondo stesso è finalizzato a realizzare ‘interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi africani d’importanza prioritaria per le rotte migratorie’”. Invece il decreto svierebbe “i Fondi da tali finalità fornendo, come espressamente riferito nell’atto stesso, supporto tecnico alle competenti autorità libiche per migliorare la gestione delle frontiere e dell’immigrazione”. “Appare assolutamente evidente come l’utilizzo dei fondi sia profondamente difforme rispetto agli obiettivi per i quali tali fondi erano stati stanziati”, denunciano. “Occorre al più presto tornare nell’ambito di un dibattito democratico sul tema e disdettare formalmente e quanto prima l’accordo tra Governo Gentiloni e Al Serraj, così come quelli con altri soggetti in Libia che non diano garanzie di agire nel rispetto dei diritti fondamentali della persona” concludono le legali dell’Asgi.

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