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Infanzia: Save the children, in Italia 1.292mila minori in povertà assoluta, uno su otto, +14% dal 2016. Aumenta dispersione scolastica

In Italia vivono 669mila famiglie con minori in condizione di povertà assoluta che, una volta sostenuti i costi per la casa e per la spesa alimentare, possono spendere solo 40 euro per la cultura e 7,60 per l’istruzione al mese. È un fenomeno che investe tutto il Paese: i bambini in tale situazione – 1.292.000, il 14% in più in un anno – rappresentano il 12,5% del totale dei minori (il 12% al Nord, l’11,6% al Centro, il 13,7% al Mezzogiorno). È la fotografia scattata da Save the children nell’VIII Atlante dell’infanzia a rischio “Lettera alla scuola”, pubblicato da Treccani e presentato oggi in anteprima a Roma in attesa dell’uscita nelle librerie il 23 novembre. Più colpite dall’inasprimento delle condizioni di povertà sono le famiglie numerose, con genitori giovani, di recente immigrazione. Una famiglia di origine straniera con bambini su tre vive in povertà assoluta. I minorenni in povertà relativa nel 2016 hanno raggiunto il 22,3% (+20,2%). La correlazione tra condizione socio-economica e successo (o insuccesso) scolastico in Italia è più forte che altrove: nelle scuole che presentano un indice socio-economico basso l’incidenza di ripetenze rispetto alle scuole con un indice elevato è 23 punti percentuali maggiore, laddove la differenza media nei paesi Ocse è del 14,3%. Sebbene negli ultimi decenni siano stati compiuti importanti passi in avanti nel contrasto alla dispersione scolastica, con una tendenza positiva che ha visto il tasso di abbandono abbassarsi progressivamente dal 2008 a oggi, il fenomeno della dispersione, secondo l’Atlante, continua a rappresentare una delle principali sfide con cui la scuola italiana deve fare i conti.

 

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