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Vescovi Usa: card. DiNardo, “il razzismo distrugge le vite”. “Mettere fine alla follia delle armi”. “Seguire da vicino Papa Francesco”

(da Baltimora) “Nelle nostre città stiamo assistendo a manifestazioni audaci di razzismo con qualcuno che si mostra addirittura orgoglioso di questo peccato: è qualcosa di sottile e sistematico, ma il razzismo distrugge le vite e non può aver posto nel cuore di un cristiano”. Il cardinale Daniel DiNardo, nella sua prolusione alla conferenza episcopale riunita a Baltimora, manifesta apertamente le sue preoccupazioni sui rigurgiti razzisti e chiede un dialogo nazionale sul tema che individui le radici, le cause e “anche se agli americani non piace parlare di questo tema, ora è tempo di agire, ce lo chiede nostra comune umanità”. Da qui l’idea di creare una commissione ad hoc che incontri le persone nelle proprie città “per imparare ad incontrare l’altro e a non cedere al male”. Un’attenzione particolare viene riservata ai poveri che “hanno diritto ad una assistenza sanitaria di qualità ed economicamente sostenibile” e all’uso sconsiderato di oppiacei “che sta diventando una vera e propria piaga sociale”. L’attenzione alla custodia della vita dalla nascita alla morte è sfidata dal problema dell’obiezione di coscienza e dell’aborto, ancora una piaga sociale in molte zone del Paese. Il cardinale poi racconta la sua personale esperienza nel visitare le parrocchie della sua diocesi colpite dall’uragano e ha ricordato a tutti che i disastri naturali sono tra quelle “sfide che sembrano insormontabili” per l’entità dei disastri che provocano e questo sia che si tratti di uragani, che di incendi o di terremoti. Anche queste sono occasioni per ricordare ai vescovi “che le sofferenze vanno portate insieme”. Un accenno è riservato alle stragi provocate dall’uso improprio delle armi “che accrescono la lista delle scuole, degli uffici, delle chiese, colpite dalla violenza. Sembra che il tempo sarà ancora lungo prima che si possa mettere fine alla follia delle armi accumulate senza controllo nella stanza di un hotel (il riferimento è alla strage di Las Vegas) o in giro per il mondo a causa del traffico d’armi incontrollato”.
A conclusione il cardinale ha richiamato all’unità con Francesco, “a seguirlo molto da vicino, per essere proprio più vicini alla nostra gente” e ha ricordato che la Chiesa americana ha mostrato la sua vitalità nei suoi primi cento anni di vita e continuerà a mostrare “con gioia la vita trasformante del Vangelo. Siamo realisti, ma non perdiamo la nostra fede e come dice il Papa: ‘Le sfide esistono per essere superate”.

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