Ue: verso l’Unione europea di difesa. Il sì di 23 Stati, ora serve l’ok del Consiglio

(Bruxelles) Sono 23 gli Stati membri dell’Ue che oggi hanno firmato “la notifica congiunta” nel quadro della “cooperazione permanente e strutturata” (Pesco). Si tratta del “primo passo formale” nella definizione di una politica comune di difesa, prevista dal trattato di Lisbona, che permetterà di “sviluppare risorse congiunte per la difesa, investire in progetti comuni, o migliorare la disponibilità operativa e il contributo delle loro forze armate”. Hanno deciso di rimanere fuori Malta, Irlanda, Danimarca, Portogallo e Gran Bretagna, che comunque “potranno unirsi anche in futuro”. Il documento definisce i principi della Pesco, gli impegni che gli Stati aderenti si assumono, tra cui “aumenti regolari dei bilanci di difesa in termini reali per raggiungere gli obiettivi concordati” e proposte per la “governance” della Pesco stessa. Sul piano procedurale, ora la “notifica” sottoscritta andrà all’Alto rappresentante Federica Mogherini; entro la fine dell’anno il Consiglio europeo voterà la decisione formale di istituire la Pesco e la definizione dei primi progetti comuni. Già la Commissione europea aveva lanciato nel giugno scorso il Fondo europeo per la difesa a sostegno dei progetti comuni in quest’ambito. Dopo il passo odierno si avvicina sempre più la nascita di un’Unione europea di difesa che dovrebbe entrare in funzione a pieno titolo entro il 2025, come affermato dal presidente Jean-Claude Juncker nello Stato dell’Unione il 13 settembre scorso.

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