Prematuri: Società italiana neonatologia, occorre assistenza personalizzata e adeguata all’età gestazionale. Genitori presenti h24 in terapia intensiva

Sono circa 32mila all’anno, secondo una stima della Società italiana di neonatologia (Sin) per il 2016, i neonati pretermine in Italia, il 6,7% dei 474mila nati (Cedap/Istat). Bambini nati prima della 37ª settimana di età gestazionale, che si affacciano al mondo con più difficoltà rispetto ai nati a termine, non avendo ancora maturato del tutto organi e apparati e non essendo ancora pronti ad adattarsi alla vita fuori dal grembo materno. In occasione della Giornata mondiale della prematurità, che ricorre come ogni anno il 17 novembre, la Sin sottolinea che i prematuri non sono tutti uguali e che necessitano di un’assistenza tanto maggiore quanto più bassa è la loro età gestazionale, con un approccio individualizzato delle cure, più o meno impegnative a seconda dei casi. Grazie ai progressi della ricerca e delle cure, la percentuale di mortalità nei prematuri di peso inferiore a 1500 grammi è passata da oltre il 70% negli anni ’60 a meno del 15% circa negli anni 2000 e quella dei neonati di peso inferiore ai 1000 grammi è diminuita da oltre il 90% a meno del 30% nello stesso periodo. È necessario, comunque, tenere sempre alta l’attenzione nei confronti di questi neonati. Per garantire la migliore assistenza possibile, secondo la Società di neonatologia occorre “ridurre il numero di punti nascita, a favore di quelli di più grandi dimensioni, così da aumentare gli standard di sicurezza anche per le nascite pretermine”. Fondamentale garantire ai genitori l’ingresso h24 nei reparti di Terapia intensiva neonatale. Lasciare libere le mamme di stare a contatto col proprio bambino è importante non solo per promuovere l’allattamento al seno, ma anche per favorire lo sviluppo neurologico del neonato e consolidare il rapporto madre-figlio, ad esempio attraverso la Kangaroo care.

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