Pontificio Consiglio cultura: mons. Tighe (segretario), “aprire un dialogo su futuro umanità alla luce dei progressi in genetica, neuroscienze e AI”

“Aprire un dialogo sul futuro dell’umanità” alla luce degli straordinari sviluppi della ricerca nel campo della genetica, delle neuroscienze e dell’intelligenza artificiale (Ai) “che hanno la capacità di trasformare molti aspetti della nostra vita, ci obbligano a ripensare la nostra comprensione della responsabilità umana e il libero arbitrio”, e richiedono “non solo una valutazione morale ma, più radicalmente, ci impongono di rivedere le categorie antropologiche ed etiche”. Mons. Paul Tighe, segretario del Pontificio Consiglio della cultura, spiega al Sir gli obiettivi dell’Assemblea plenaria del dicastero, “Il futuro dell’umanità: nuove sfide all’antropologia”, che il cardinale presidente Gianfranco Ravasi inaugurerà il pomeriggio del 15 novembre a Roma (Auditorium Curia generalizia dei gesuiti). Quattro sessioni – a concludere i lavori sarà sabato 18 l’udienza con Papa Francesco – dedicate a: modelli antropologici, medicina e genetica, neuroscienze, intelligenza artificiale. Scopo dell’assise, precisa il vescovo irlandese, “comprendere meglio i contesti culturali in cui si stanno verificando questi progressi”. Scienziati dei diversi ambiti presenteranno lo stato della ricerca e verranno delineate “le potenziali applicazioni delle recenti scoperte e innovazioni”. “Vogliamo ascoltarli e confrontarci con loro – spiega il segretario – nel tentativo di superare la dicotomia tra scienza e cultura umanistica”. Un obiettivo particolare sarà “promuovere la consapevolezza che le domande sul futuro dell’umanità e l’impatto della scienza e della tecnologia devono ricevere attenzione da parte di un pubblico più vasto e non possono essere lasciate esclusivamente agli scienziati e ai tecnologi”. “Dobbiamo incoraggiare – conclude Tighe – una molteplicità di approcci e una sintesi interdisciplinare per evitare ciò che Papa Francesco nella Laudato Si’ chiama il ‘paradigma tecnocratico’”, e privilegiare invece un sapere “integrato” che favorisca “quello ‘sguardo diverso’ auspicato dal Pontefice”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo