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Papa Francesco: con donazione di 25mila euro alla Fao kit per la coltivazione a 5mila famiglie del Sud Sudan

Grazie ai 25mila euro donati recentemente da Papa Francesco alla Fao migliaia di famiglie del Sud Sudan hanno ricevuto un kit per la coltivazione ortofrutticola attraverso il quale potranno provvedere alla loro sussistenza. “I kit – si legge in una nota – arrivano in un momento in cui si prevede un peggioramento della sicurezza alimentare per i prossimi mesi”. Circa 5mila famiglie, vale a dire più di 30mila persone, a Yei in Central Equatoria, hanno beneficiato del recente contributo che ha consentito di fornire kit e attrezzi agricoli in una zona dove i mezzi di sostentamento agricoli sono stati distrutti dai combattimenti. “Questi kit ortofrutticoli possono davvero fare la differenza tra la vita e la morte per molte persone”, spiega Serge Tissot, rappresentante della Fao in Sud Sudan. “Grazie al contributo di Papa Francesco, più persone in Yei potranno ricominciare a coltivare il proprio cibo per allontanare lo spettro della fame”. I kit forniscono sette varietà di verdure a rapida crescita per aumentare l’accesso delle famiglie a cibi nutrienti e colmare il divario alimentare tra i raccolti di cereali. In Central Equatoria – prosegue la nota della Fao – “circa 145mila persone si trovano ad affrontare livelli d’insicurezza alimentare d’emergenza, che è solo un gradino al di sotto il livello di carestia sulla scala internazionale delle crisi di fame”. “Siamo profondamente grati”, afferma Jeremiah Taban, pastore della Chiesa episcopale di Yei. “Le persone del Sud Sudan soffrono davvero tanto e invocano la pace. Se Papa Francesco potesse vedere lo stato in cui siamo, ne sarebbe molto addolorato perché nessun essere umano dovrebbe vivere in queste condizioni”. Secondo la Fao, in tutto il Sud Sudan il numero di persone che soffrono di grave insicurezza alimentare è stimato intorno ai 4,8 milioni. La situazione della sicurezza alimentare si prevede peggiorerà all’inizio del 2018 e la “stagione della fame” – quando le famiglie esauriscono tutto cibo prima del raccolto successivo – si prevede inizierà tre mesi prima del solito.

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