Focolari: a dieci anni dalla morte di Chiara Lubich un’opera in 14 volumi con tutto il suo patrimonio di pensiero

Contribuire a divulgare “una conoscenza più ampia e profonda di Chiara Lubich”, presentando in un articolato “quadro d’insieme” la sua opera e la sua vita. Questo l’obiettivo che si sono prefissati i curatori di un progetto editoriale “Opere di Chiara Lubich” che a dieci anni dalla morte della fondatrice dei Focolari (Trento 1920 – Rocca di Papa 2008) mira a presentare per la prima volta in maniera sistematica il suo patrimonio di pensiero. A sottolinearlo è stato Donato Falmi, direttore della Collana, presentando questa mattina a Roma l’opera di cui sono coeditori il Centro Chiara Lubich e Città Nuova Editrice. Falmi ha parlato di Chiara come di un “caso letterario”. In effetti nel corso della sua esistenza la fondatrice del movimento dei Focolari è stata autrice di un numero sterminato di testi: dai libri (58 titoli italiani con oltre 220 edizioni, ristampe e traduzioni in più di venti lingue), ai discorsi tenuti nell’ambito di convegni e conferenze, e poi articoli e lettere per una corrispondenza epistolare che conta più di 25mila lettere ad oggi conosciute. Il progetto nasce dal lavoro di 18 persone (divisi nei due comitati direttivi e scientifico) che hanno raccolto in 14 volumi gli scritti di Chiara, molti dei quali inediti, e li hanno raggruppati in tre grandi blocchi tematici: la persona (il vissuto, il cuore e l’anima della Lubich trasmessi da testi autobiografici, diari e lettere); la via spirituale (le Parole di Vita, le sue pagine di meditazioni, la spiritualità dell’unità) e infine l’opera (l’incidenza storica della vita e del pensiero di Chiara dai suoi discorsi e conferenza tenuti in ambito civile ed ecclesiale). Il primo dei volumi in uscita è “Parole di Vita” e Fabio Ciardi, ordinario di teologia spirituale presso il “Claretianum” (Pul) ne è il curatore.
Chiara – ha detto mons. Piero Coda, preside dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano e membro del Comitato scientifico – è una figura vasta ma paradossalmente “è anche una realtà poco conosciuta, fuori dalla cerchia del movimento dei Focolari”. È una figura “trascurata”, a volte “indecifrabile”. Da un lato – argomenta il teologo – perché “ciò che è profondo rimane sempre un po’ celato e occorre uno sguardo attento per coglierlo” e, dall’altro, perché “la potenza” del messaggio di Chiara “deve ancora germinare e fare storia”. “Credo – ha quindi concluso mons. Coda – che la sfida di decifrare il ruolo di Chiara nella Chiesa e nella storia sia ancora tutta da giocare. Per i Focolari si tratta di non imprigionarla in una immagine da santino ma di avere il coraggio di rischiare la sua eredità. Per il mondo della cultura e della comunicazione, la sfida è fare attenzione e avere fiuto per scoprire e valorizzare ciò che ancora deve emergere nella figura di Chiara”.

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