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Papa Francesco: ai leader del “Pacific Islands Forum Secretariat”. Necessaria una “presa di coscienza mondiale” sui temi dell’ambiente

foto SIR/Marco Calvarese

Papa Francesco ha ricevuto oggi in udienza nella sala Clementina in Vaticano i leader del “Pacific Islands Forum Secretariat” provenienti dagli 11 Paesi insulari: Australia, Isole Cook, Stati federati di Micronesia, Polinesia Francese, Kiribati, Nauru, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Repubblica delle Isole Marshall, Samoa e Vanuatu. I leader si sono riuniti nei giorni scorsi a Roma in un vertice sui problemi dei Paesi dell’area dell’Oceano Pacifico e oggi partecipano a una tavola rotonda alla Fao di Roma, per discutere di sicurezza alimentare nella regione, di nutrizione, di cambiamenti climatici, di riduzione dei rischi di disastro e dei mezzi di sussistenza resilienti. I leader proseguiranno poi per Bonn dove parteciperanno alla Conferenza Onu sul clima Cop23. Rivolgendosi agli ospiti, Papa Bergoglio ha affermato fra l’altro: “con la vostra presenza manifestate le differenti realtà esistenti in una regione come quella dell’Oceano Pacifico, così ricca di bellezze culturali e naturali. Tale regione purtroppo suscita anche vive preoccupazioni per tutti noi e in particolare per le popolazioni che vi abitano, piuttosto vulnerabili a fenomeni estremi ambientali e climatici sempre più frequenti e intensi. Ma penso anche agli impatti del grave problema dell’innalzamento dei livelli dei mari, così come del doloroso e continuo declino che sta subendo la barriera corallina, ecosistema marino di grande importanza”.
“È in corso in questi giorni a Bonn la Cop23… Mi auguro che i lavori siano in grado di tenere sempre presente quella ‘Terra senza confini, dove l’atmosfera è estremamente fine e labile’, come la descriveva uno degli astronauti attualmente in orbita nella Stazione spaziale internazionale, con i quali ho avuto recentemente un interessante colloquio”. “Voi venite da Paesi che, rispetto a Roma, si trovano agli antipodi; ma questa visione di una ‘Terra senza confini’ annulla le distanze geografiche, richiamando la necessità di una presa di coscienza mondiale, di una collaborazione e di una solidarietà internazionali, di una strategia condivisa, che non permettano di restare indifferenti di fronte a problemi gravi come il degrado dell’ambiente naturale e della salute degli oceani, connesso al degrado umano e sociale che l’umanità di oggi sta vivendo”.

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