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Amoris laetitia: mons. Fragnelli (Trapani), “non c’è un organo ideologico che deve imporsi”

“Le relazioni umane devono essere curate per il risveglio delle coscienze. Abbiamo una funzione di provocazione per il loro risveglio che non deve essere controllo. Non c’è un organo ideologico che deve imporsi. Risvegliarle vuol dire condurle su percorsi di libertà”. Lo ha affermato questo pomeriggio mons. Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani e presidente della Commissione episcopale per la famiglia, i giovani e la vita, chiudendo il terzo simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma”, organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei, a Roma. Il presule ha invitato tutti a “non staccare il bene possibile dal bene fondante, che non dobbiamo perdere di vista. Ciò significa cogliere le caratteristiche delle virtù cristiane”. Poi, uno sguardo sulla libertà, o meglio sulla “libertà difficile, che deve essere difesa davanti a una facile libertà. La libertà con l’etica ci porta a una domanda di fondamento nella cultura di oggi”. Il fine ultimo è, secondo mons. Fragnelli, “un’alleanza”: “Per noi tutti la sfida è portare le coppie a una alleanza tra interiorità ed esteriorità”. Citando il filosofo Pieper, il vescovo ha concluso sostenendo che “la fortezza presuppone che l’uomo davanti al male si spaventi, ma questo non significa non conoscere la paura, piuttosto non permettere che la paura ci costringa a fare il male o ci distolga dal fare il bene”.

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