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Famiglia: don Gentili (Cei), “processo di nullità deve diventare meno giuridico e più pastorale”

“Il matrimonio è molto più di un contratto. Il processo di nullità deve diventare meno giuridico e più pastorale”. Lo ha detto stasera don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio per la pastorale familiare della Cei, durante la presentazione, a Roma, del libro “Complici nel bene” (edizioni San Paolo) di Laura Viscardi e Claudio Gentili. “Nel 2015 sono state 57.800 le separazioni di matrimoni religiosi e 2.500 le richieste di nullità, ma gli altri 55.000 casi sono passati sotto una verifica?”, si è chiesto il direttore dell’Ufficio Cei, che segnala la brevità dei processi. “Quello ordinario acquisisce una durata di un anno e mezzo ed è permesso beneficiare del patrocinio gratuito, mentre il processo breve deve durare entro i due mesi, quando entrambe le parti sono consapevoli che quel matrimonio non c’era perché tanti altri fattori sono intervenuti”. Don Gentili ha sottolineato nel suo intervento il ruolo “fondamentale dell’accompagnamento”, consapevole che “la nullità del matrimonio non è tagliare un foglio” e che in quelle fasi “si vive la solitudine”. Sullo sfondo l’Amoris laetitia, che “non è il frutto di un Papa solitario ma è nata da un cammino di popolo e di Chiesa”. Quindi, “bisogna farsi aiutare, entrare nella realtà concreta delle persone”.

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