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Amoris laetitia: don Gentili (Cei), “è tornata al popolo perché è nata dal popolo”

“L’Amoris laetitia è tornata al popolo perché è nata dal popolo”. Lo ha affermato questa mattina don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei aprendo, a Roma, al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma”. Questa è “una giornata di lavoro per contribuire a coltivare sul territorio italiano i germogli del cammino sinodale”, ha spiegato don Gentili richiamando il percorso che ha portato alla pubblicazione dell’esortazione apostolica di Papa Francesco e quanto successo dopo, in Italia, per la sua accoglienza e applicazione. Gentili ha anche ricordato che “l’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei ha avviato un’inchiesta in due tappe (ottobre 2016-maggio 2017) che ha coinvolto le varie realtà della Chiesa Italiana presenti sul territorio”. “Ne è risultato un ampio dossier – ha spiegato – un vero e proprio mosaico di come il documento è stato accolto e delle iniziative in atto per la sua divulgazione e attuazione”. A seguito dei due precedenti simposi “ci si è resi conto che questo metodo ha rilanciato sul territorio italiano una più stretta collaborazione tra gli ambiti accademici, sia per la teologia che per le scienze umane, e i vari uffici pastorali, mettendo al centro la vita coniugale e familiare”. “La famiglia – ha notato – non è più ristretta ad un ambito ma richiede un orizzonte più ampio”. Al simposio partecipano 60 tra teologi ed esperti di scienze umane, oltre ai responsabili per la pastorale familiare di Germania, Croazia, Polonia, Romania e rappresentanze di altri paesi europei. Ci sarà anche un tempo dedicato ai tavoli di confronto in cui “si rifletterà su alcuni casi di coscienza da affrontare nella vita coniugale e familiare, a partire da situazioni realmente accadute”. Riguarderanno: lavoro-famiglia, apertura alla vita, genitorialità difficile che mina l’unità della coppia, figlio/a che decide di convivere, ingerenze delle famiglie di origine.

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