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Summit disarmo: Yunus (Nobel per la pace), armi nucleari sono “forma estrema di pazzia”, “non possiamo continuare così”

Muhammad Yunus

“Oggi abbiamo due leader che parlano tra di loro come fossero due bambini con le armi giocattolo”. È cominciato con una battuta sulla tragica attualità, l’intervento di Muhammad Yunus, fondatore della Grameen Bank e premio Nobel per la pace, al summit sul disarmo in corso in Vaticano. Yunus ha fatto notare come sullo scacchiere internazionale incombano oggi “nuvole scure”, come la “nuvola nera” che dopo la Brexit “si sta allargando ad altre aree del mondo: il risultato è che tendiamo a isolarci sempre di più, a costruire muri – come dimostrano le elezioni americane – o a mandare via chi non è della nostra razza”. “Non sono un esperto, non voglio sapere quante migliaia siano le armi nucleari”, ha proseguito il Nobel: “Ma sono certo che siano più che sufficienti per distruggere questo mondo tantissime volte”. “È una forma estrema di pazzia”, ha esclamato a questo proposito Yunus, stigmatizzando la nostra incoerenza quando “parliamo di sostenibilità e obiettivi di sviluppo da raggiungere entro 15 anni, ma basta spingere un bottone per distruggere il mondo, dimenticando tutto quanto è stato fatto in passato”. “È un’incoerenza, è una forma estrema di pazzia”, ha incalzato Yunus: “Dobbiamo far sapere a tutti che non possiamo andare avanti così”. Il premio Nobel si è poi soffermato sulle radici politiche di questa pazzia: “La politica è sempre più chiusa, e questo perché il resto del mondo si vede come qualcosa di altro, che può essere trattato in modo violento”. “La povertà non è creata dai poveri, ma dal sistema che abbiamo costruito intorno a noi”, la tesi di Yunus: “O cambiamo il sistema, o la povertà continuerà ad esistere”.

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