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Summit disarmo: card. Parolin, serve “fiducia reciproca” per “evitare conflitti e costruire ponti”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Evitare conflitti e costruire ponti”. Dovrebbe essere questo l’obiettivo di “un’azione collettiva” a favore del disarmo globale. Ne è convinto il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenuto alla conferenza in corso in Vaticano sulle “Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale”. La “corretta applicazione” del Trattato ratificato il 20 settembre scorso dalla Santa Sede, del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari e del Trattato per la messa al bando degli armamenti, ha ricordato Parolin, “è un passaggio fondamentale per giungere al traguardo di un mondo libero dalle armi nucleari”: di qui “l’importanza dell’educazione alla pace e al disarmo”, attraverso la promozione “del dialogo multilaterale e della cooperazione onesta tra tutti i membri della comunità delle nazioni”. “Qualunque risposta collettiva e concertata della comunità internazionale – ha detto Parolin – deve essere basata sulla fiducia reciproca, che può essere costruita solo sul dialogo per il bene comune, e non su interessi particolari”. Affinché il mondo “cambi direzione”, come auspica il Papa nella Laudato si’, “dobbiamo incoraggiare il dialogo e creare strutture di fiducia”, la proposta, promuovendo “l’etica della pace e della sicurezza multilaterale” e scongiurando “il rischio dell’isolazionismo”. “Se le spese militari fossero utilizzate per altro, si potrebbe costituire un fondo per aiutare milioni di persone che stanno morendo di pace”, ha suggerito Parolin definendo ancora attuale la proposta di Paolo VI nella Populorum progressio, 50 anni fa. “Le risorse militari – ha proseguito il segretario di Stato vaticano – dovrebbero essere ridotte per investire di più nella vita delle persone, per migliorare le condizioni di vita e arrivare così alla pace globale”. “Che la comunità internazionale eviti un approccio miope e adotti azioni di lungo termine per conseguire la pace e la sicurezza”, l’auspicio finale.

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