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Africa: De Siervo (presidente Ist. Toniolo), “Chiesa chiede a cattolici africani impegno per pace, giustizia, miglioramento entità statuali”

“Ci siamo occupati di Africa perché nel fenomeno migrazioni il problema del Continente nero emerge continuamente. Vogliamo vedere cosa c’è dietro queste componenti delle popolazioni africane che fuggono con costi altissimi attraverso il Mediterraneo”. Lo ha detto Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte costituzionale e presidente del Consiglio scientifico dell’Istituto “Giuseppe Toniolo”, inaugurando il convegno “L’Africa tra migrazioni, interessi esterni e nuovi scenari di cooperazione”, promosso questo pomeriggio a Roma (Domus Mariae) dall’associazione e dallo stesso Istituto. “Ho riletto le due esortazioni apostoliche rivolte agli africani nel ‘95 e nel 2011 – prosegue De Siervo – e mi appaiono significative per aspetti che ci possono meravigliare”. Nella prima, “Giovanni Paolo II metteva in evidenza la situazione di eccezionale povertà e si invitavano i cattolici africani a incrementare e implementare le nazioni. La creazione di entità statuali capaci di amministrarsi è e rimane una speranza per i popoli africani”. In quella del 2011, prosegue il giurista, “si dà una direttiva molto forte ai cattolici africani ad impegnarsi per il perseguimento della giustizia, della riconciliazione e della pace e per migliorare il funzionamento delle entità statuali”. Al tempo stesso, osserva De Siervo, “vi è il riconoscimento di situazioni preoccupanti: corruzione, inefficienza degli apparati pubblici, condizioni di vita inammissibili, analfabetismo, malattie”.

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