Festa del Cinema di Roma: “Logan Lucky” di Soderbergh rilegge il concept di Ocean’s nelle periferie Usa. Omaggio a Maria Callas

Settimo giorno alla 12ª edizione della Festa del Cinema di Roma, che si svolge in questi giorni all’Auditorium Parco della Musica. Due i titoli della Selezione ufficiale in programma mercoledì 1° novembre: la commedia “Logan Lucky” di Steven Soderbergh e il documentario “Maria By Callas. In Her Own Words” di Tom Volf. Il Sir ha visto i film nelle proiezioni per la stampa insieme alla Commissione nazionale valutazione film della Cei.

È ancora una fotografia degli Stati Uniti di oggi quella che passa alla Festa di Roma, dopo “Stronger”, “I, Tonya” e “Last Flag Flying”: il Premio Oscar Steven Soderbergh presenta il suo ultimo film “Logan Lucky”. Dopo un presunto ritiro dalle scene – tra i suoi titoli riusciti si ricordano “Erin Brockovich” (2000), “Traffic” (2000), la serie “Ocean’s” (2001-2007) – nonché un’esperienza televisiva, Soderbergh torna dietro alla macchina da presa per girare una commedia sul modello “Ocean’s”; i protagonisti qui però non sono dei ladri belli e sofisticati come la banda capitana da Clooney, bensì il ritratto di un’America povera e dimessa in cerca di cambiamento. La storia: i fratelli Logan (Channing Tatum e Adam Driver), dalla vita precaria, decidono di progettare una rapina in occasione della corsa di auto Coca-Cola 600; data la dinamica complessa de colpo,i coinvolgono l’esperto in esplosioni Joe Bang (Daniel Craig). Non mancheranno però imprevisti. Sorretto da un cast importante – oltre ai nomi indicati, sono da citare anche Hilary Swank, Seth MacFarlane e Katie Holmes –, il film si muove spedito su una sceneggiatura piena di battute efficaci e graffianti, con svolte narrative inattese. Soderbergh funziona sempre bene, lavorando su un copione (firmato da Rebecca Blunt) perfettamente nelle sue corde.

È invece un documentario celebrativo il secondo titolo della mattinata, “Maria By Callas. In Her Own Words” di Tom Volf, dedicato alla famosa cantante lirica greca a quarant’anni dalla morte, nel 1977 a Parigi. Il regista ha lavorato per tre anni sul materiale, andando a scovare documenti inediti, tra fotografie e filmini privati in Super8, 16mm. La mole di documentazione, oltre a essere il tessuto narrativo del film, si inserisce in un progetto più ampio che prevede una mostra internazionale e una serie di pubblicazioni editoriali. “Maria By Callas” mostra dunque la vita pubblica e privata della celebre cantante, raccontata con partecipazione dal regista. Un documentario che scorre in maniera fluida e convincente, contribuendo a mantenere luminosa ancora oggi la memoria artistica della Callas. Certamente non scontenterà i tanti appassionati di lirica e soprattutto dell’interprete.

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