Pastorale della salute: Cervellera (presidente Aipas), “comprendere e accompagnare il giovane malato”

(da Assisi) “La pastorale della salute deve darsi un linguaggio, trovare un canale comunicativo con i giovani in vista del Sinodo”: lo ha spiegato oggi pomeriggio il presidente dell’Associazione italiana pastorale della salute, Giovanni Cervellera, aprendo i lavori del XXXIII convegno nazionale dell’Aipas, che si concluderanno giovedì alla Domus Pacis di S.Maria degli Angeli in Assisi. Non a caso, nel titolo, giovani, fede e malattia sono scritti con l’hashtag, perché l’obiettivo è proprio quello di sintonizzarsi con i giovani. “Comprendere e accompagnare – ha detto Cervellera – sono le nostre parole chiave. In questi giorni vogliamo esaminare tutti gli aspetti della ‘presa in carico’ del giovane malato e crediamo che l’unico modo per comunicare con lui e rendere questa presa in carico efficace sia quello di farsi compagni di strada, condividerne la condizione senza attardarsi in prediche. Una compagnia, all’occorrenza, silenziosa e magari scherzosa, disposta a donare il tempo: la nostra società considera la ‘perdita di tempo’ un disvalore ma la scienza sta riscoprendo al contrario il potenziale creativo di questo ‘perder tempo’ insieme al malato, che sia giovane o meno, e noi vogliamo imparare a liberare questo potenziale”. Il convegno presenterà domani le testimonianze della Piccola Opera Charitas di Giulianova, della famiglia Corbella Petrillo, di don Michele Falabretti, direttore del Servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei, dell’oncologo Francesco Laveder, della biblista Rosanna Virgili e di Nadia Bouzekri, presidente dei Giovani Musulmani d’Italia.

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