Minori stranieri: mons. Feroci (Caritas Roma), “li vogliamo aiutare a risalire sulla barca della speranza”

“Per noi è una grande opportunità per riflettere e impegnarci assieme sull’accoglienza dei minori soli”. Lo ha detto questa mattina mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, nella sede romana dell’Università Cattolica, durante la presentazione del progetto “Resilienza assistita. Buone pratiche nazionali e internazionali d’accoglienza di minori non accompagnati”, con il quale gli esperti dell’ateneo formeranno gli operatori della Caritas diocesana. Sono stati ottomila i minori soli accolti dal 1988 nei centri della Caritas di Roma “con ferite nel corpo e nell’anima”. Dopo aver ricordato don Luigi di Liegro, fondatore della Caritas di Roma di cui ricorre lunedì il 20esimo anniversario della morte, mons. Feroci ha sottolineato l’attenzione del Papa per i “minori abbandonati ai quali viene negato il diritto a una crescita sana. Sembra assurdo che una società al top come la nostra abbia smagliature così assurde”. La maggior parte degli ospiti delle strutture della Caritas proviene dall’Eritrea e dall’Africa subsahariana. “Negli ultimi mesi 43 di loro sono stati inseriti in un programma di rilocalizzazione, ma solo 10 hanno avuto la possibilità di lasciare Roma – ha raccontato Feroci – per raggiungere le mete che desideravano”. “Molti dei nostri operatori – ha aggiunto – di fronte a certi loro bisogni si rendono conto di essere impossibilitati ad agire. Abbiamo il dovere, quindi, di fornire loro delle capacità per potersi relazionare nel modo migliore con i minori. Vogliamo aiutare i ragazzi che accogliamo a risalire sulla barca della speranza per ricominciare il loro viaggio”.

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