Diocesi: mons. Delpini (Milano) ai giovani, “la gioia non si può ridurre a un momento di ebbrezza”

“Non c’è gioia senza fondare la propria vita sul Signore, non c’è gioia se la cerchi altrove. Non credere a chi ti induce a pensare che Dio voglia importi qualche limitazione della tua libertà. Ecco cosa ha da dirti, come prima parola, l’angelo mandato da Dio: rallegrati”. È questo il messaggio che l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha rivolto ai 5mila giovani riuniti nel duomo, sabato sera, per la Redditio Symboli. Si tratta della veglia di preghiera, durante la quale i 19enni hanno consegnato nelle mani dell’arcivescovo e dei vescovi ausiliari la “Regola di vita”. Per mons. Delpini è stato il primo incontro da arcivescovo con i giovani della diocesi. E a loro ha chiesto: “Dove andate, mendicanti della gioia?”, ponendo l’esempio dei coetanei che, sfiduciati, rispondono che “non andiamo da nessuna parte, noi non mendichiamo più. Noi sappiamo già troppo della vita, la gioia non esiste. Abbiamo già ricevuto troppe ferite, siamo già stati troppo ingannati”. Parole che, ricorda l’arcivescovo, sono spesso pronunciate dai “ragazzi fuori dalle discoteche, con lo ‘sballo’ del sabato sera che troppo spesso si trasforma in tragedia”. Di fronte a queste emozioni passeggere, il monito di Delpini si è fatto diretto: “Non c’è gioia vera e duratura senza l’annunciazione dell’angelo mandato da Dio, perché è Dio che conosce il segreto della gioia. Gioia che non si può ridurre a un momento di ebbrezza, a un versetto dentro a una canzone che inneggia alla felicità”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia