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Catalogna: card. Canizares (Valencia), “unità e pluralità sono possibili e compatibili”. Ora “ricostruire e guardare al futuro”

“Siamo in molti a sentire come un pugnale, che provoca un dolore intenso, conficcato nel profondo delle nostre viscere, quanto è successo il 1° ottobre in Spagna e, in particolare, nell’amata Catalogna”. Usa questa immagine il cardinale arcivescovo di Valencia, Antonio Cañizares, nella lettera settimanale alla diocesi, per condannare il referendum indipendentista avvenuto proprio il 1° ottobre. Il porporato si dice preoccupatissimo di quanto accaduto e convinto di condividere i sentimenti della maggior parte degli spagnoli e dei catalani, “perché amiamo e abbiamo bisogno della Spagna, perché amiamo e abbiamo bisogno della Catalogna; perché desideriamo il meglio per entrambe unite, il meglio che non può essere l’una senza l’altra”; “perché crediamo che la Catalogna non possa esistere senza la Spagna né la Spagna senza la Catalogna”. Per il cardinale, “l’unità e la pluralità sono possibili e compatibili, com’è confermato dalla storia di secoli”. Cañizares non usa mezzi termini: quello che è accaduto è stato “molto grave”. E invita a superare “la delusione, la tristezza e il male causato”, anche se “è grande”.
Il cardinale tiene a precisare di non parlare “da politico”, perché non gli spetta, ma “da cittadino” che vuole ricordare i “principi” che hanno dato luogo da quel “progetto comune che siamo, integratore di gente e popoli, a un’impresa comune e arricchente, che chiamiamo Spagna”: “Le convinzioni e i principi ai quali mi riferisco – chiarisce Cañizares – sono i principi della ragione e, per questo, anche cristiani, che vengono dal Vangelo, che ci chiama non alla frammentazione o alla divisione, ma all’unità e all’integrazione, che non va confusa con l’assorbimento né con l’eliminazione delle peculiarità legittime, né è l’imposizione di uno sull’altro e neppure la ricerca di un interesse particolare sull’interesse di tutti, ma accettazione del bene comune, del miglior bene per tutti”. Infine, il porporato invita a “chiedere perdono, perdonare e tutti insieme lenire le ferite procurate, ritornare indietro dai passi sbagliati e focalizzare un futuro nuovo”: “È necessario ricomporre, rettificare, ricostruire, guardare al futuro e camminare verso l’obiettivo di essere tutti uniti, con efficacia e speranza”.

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