Religiosi: Massafra, il 10 ottobre celebrazioni per il IV centenario della nascita di fra Giuseppe Amati

Fra Giuseppe Amati da Massafra, 74° successore di San Francesco d'Assisi

Martedì 10 ottobre si terranno nell’antica chiesa madre di Massafra (Taranto) le celebrazioni per il IV centenario della nascita di fra Giuseppe Amati da Massafra, 74º successore di San Francesco d’Assisi. Le celebrazioni centenarie condotte dall’archeologa medievista locale, Mina Castronovi, e a cura del docente Giuseppe Delprete, saranno introdotte dall’accademico dei Lincei, mons. Cosimo Damiano Fonseca, rettore dell’antica chiesa madre di Massafra. Seguiranno i saluti di mons. Eugenio Fischetti, parroco locale e autore di un libro sul frate, e del sindaco di Massafra, Fabrizio Quarto. A presentare il volume di mons. Fischetti dal titolo “Il Padre Giuseppe Amati da Massafra, 74º successore di S. Francesco – IV centenario della nascita (1617 – 4 maggio – 2017)” sarà Francesco Sportelli, docente all’Università della Basilicata e studioso di Storia della Chiesa. A rappresentare la Famiglia Conventuale sarà padre Vincenzo Maria Giannelli, ministro provinciale dei Conventuali di Puglia. Le conclusioni saranno affidate al vescovo di Castellaneta, mons. Claudio Maniago, che a seguire scoprirà una lapide commemorativa presso il fonte battesimale dove fra Giuseppe Amati fu battezzato, benedicendo infine nel largo adiacente l’antica chiesa madre una statua raffigurante il religioso realizzata in pietra leccese. Fra Giuseppe Amati nacque a Massafra (Ta) il 4 maggio 1617. A Roma conseguì i gradi accademici per l’insegnamento della Sacra Teologia. Tra i suoi confratelli nell’Ordine e amici si annoverano San Giuseppe da Copertino e il cardinale Brancati di Lauria, bibliotecario e camerlengo di Santa Romana Chiesa. Dopo essere stato “Lector et Magister Theologiae”, venne nominato inquisitore a Siena, e successivamente, nel 1677, eletto ministro generale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, mandato che concluse nel 1683. Preconizzato da Innocenzo XI vescovo di Assisi, al quale era legato da profonda amicizia, rinunziò con grande umiltà, rimanendo a Roma nel convento dei SS. Apostoli, dove morì il 1° ottobre del 1688; venne sepolto nell’omonima basilica romana.

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