Camillianum: Sgreccia (preside), “la sofferenza è occasione di condivisione e speranza”

“In una cultura pluralista il messaggio cristiano insegna che la sofferenza è rivelativa della nostra costitutiva fragilità, ma nello stesso tempo è occasione di condivisione e di speranza”. Lo ha detto questa mattina Palma Sgreccia, preside del Camillianum, durante il convegno internazionale dal titolo “Dolore e sofferenza: interpretazioni, senso e cure”, in occasione dell’inaugurazione del 30° anno accademico dell’istituto, a Roma. Sgreccia ha evidenziato come “la condizione di sofferenza sia spesso il risultato dell’intrecciarsi di fattori fisici e spirituali”. La preside ha quindi ricordato l’importanza di “depurare la tradizione cristiana dalle forme di dolorismo che interpretano la sofferenza o come punizione per una colpa o come la strada privilegiata per la salvezza”. Poi, un riferimento alla “sofferenza inutile”, quella che “non può diventare né via alla purificazione né mezzo di maturazione interiore”. “Nei romanzi di Dostoevskij ci sono molti esempi di disabili e bambini – ha ricordato – la cui passività impedisce di trarre profitto dalla sofferenza che perciò è inutile. A Ivan Karamazov basta l’esistenza di un solo bambino sofferente per affermare l’assurdità del mondo, cioè per negare l’esistenza di Dio”. Per il cristiano, invece, “il dolore è il luogo della solidarietà fra Dio e l’uomo” e “per tutti può essere l’occasione di attivare legami profondi, perché rivelativa della nostra costitutiva fragilità e del bisogno di cure reciproche”.

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