Torino, clochard picchiato e dato alle fiamme: mons. Nosiglia (arcivescovo), “c’è un’intolleranza diffusa che va a sfogarsi su chi è già debole”

“C’è un’intolleranza diffusa, che va a sfogarsi su chi è già debole”. Così l’arcivescovo di Torino, mons. Cersare Nosiglia, commenta l’aggressione al clochard di origini rumene dato alle fiamme in città, in un giardinetto del quartiere Aurora a Barriera di Milano. In un’intervista, che sarà diffusa dall’ufficio stampa dell’arcidiocesi, ricevuta in anteprima dal Sir, Nosiglia – che è in continuo contatto col cappellano dell’ospedale “San Giovanni Bosco”, dove Gheorge (questo il nome del clochard) è ricoverato in rianimazione – annuncia che quando il clochard potrà parlare andrà a trovarlo, “per portargli la mia benedizione e la solidarietà di tutta la comunità. Intanto preghiamo perché possa superare presto questa situazione e rimettersi in salute”. Dalle parole di Nosiglia traspare preoccupazione: “C’è una violenza che cresce, ad ogni livello e in tutte le situazioni. Ci sono aggressioni perpetuate senza alcun motivo per sfregio e a volte per divertimento. C’è la violenza del branco, che trascina soprattutto i giovani”. “È tremenda questa idea che per sentirsi forti, uniti, potenti – osserva – si debba aggredire proprio chi è più debole e indifeso”. Per superare questa situazione, Nosiglia insiste per “una alleanza educativa tra parrocchie, Comuni, scuole, gruppi sportivi, associazioni e volontariato e anche mass media per promuovere una mentalità diversa”. Così “sarà possibile far fronte a questa piaga sociale che si sta allargando sempre più”. “Episodi come questo di Torino – conclude – sono dei campanelli di allarme, una spia rossa che ci avverte che ormai si stanno raggiungendo punti di non ritorno”.

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