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Terremoto in Centro Italia: Bcc, a Pieve Torina Sonia e Stefania continuano ad allevare mucche "perché il momento brutto passerà" | AgenSIR

Terremoto in Centro Italia: Bcc, a Pieve Torina Sonia e Stefania continuano ad allevare mucche “perché il momento brutto passerà”

Kaleidon - Azienda Agricola Girolami, Torricchio, Pievetorina, Macerata, Marche per storie campagna di comunicazione della Banca di Credito Cooperativo BCC 2017 / Nel cuore del paese

Stefania e Sonia Girolami di Pieve Torina (Macerata) sono protagoniste di uno degli otto video realizzati all’interno del progetto di comunicazione “Nel cuore del Paese”, voluto dal Credito Cooperativo italiano , a un anno dal terremoto di fine ottobre 2016. Le due sorelle raccontano le difficoltà legate al terremoto. Sono più di 50 le mucche che Stefania e Sonia allevano nella loro azienda agricola biologica sopra Pieve Torina, nelle Marche colpite dal terremoto. Un lavoro che tiene unite tre generazioni e che continua a guardare al futuro. Dopo il terremoto del 2016 le due sorelle di Torricchio, a pochi chilometri da Pieve Torina, sono ripartite subito. Ma qualche mese dopo è arrivato l’inverno, con le nevicate a gennaio. E l’azienda, situata a 600 metri di quota, ha avuto nuove difficoltà. Sonia e Stefania sono parte di una grande famiglia. Dopo il terremoto del 26 ottobre 2016, le case danneggiate e la paura delle scosse continue hanno fatto stringere tre generazioni sotto lo stesso tetto: la casetta di legno costruita a seguito del terremoto del 1997. In famiglia ognuno ha contribuito a superare questo periodo difficile, anche Gianluca, 9 anni, con la sindrome di down, che nel video viene definito “il pilastro della famiglia”. “È innamorato della vita in stalla. Se fosse per lui farebbe tutto – anche portare il trattore”, dice la cugina. Malgrado l’energia, è proprio il bambini che ha sofferto di più per il terremoto: “Ha tenuto le mani sugli occhi fino alla mattina, non riuscivamo a toglierle. Non ha neanche dormito, dalle 21 alla mattina era tutta una scossa. Ma Gianluca ci ha dato la forza per andare avanti. Grazie a lui abbiamo capito che non ci potevamo arrendere”. Le due donne sperano che le istituzioni salvaguardino anche “le belle che stanno nei piccoli paesi” terremotati e “si riesca a riportare qualcuno nelle nostre zone, anche perché sono belle. Certo, adesso è un momento brutto, ma passerà”.

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