Settimana sociale: l’appuntamento di Cagliari sui giornali oggi in edicola

“L’appello dei vescovi italiani contro il lavoro di domenica” (Il Giornale) e “Tre proposte della Cei per i giovani” (“L’Economia” del Corriere del Mezzogiorno). Ecco come i giornali oggi in edicola parlano della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani che si è chiusa ieri a Cagliari. Al monito “Senza la domenica non possiamo vivere” ribadito ieri dal presidente della Cei, il card. Bassetti, “Il Giornale” dedica il confronto tra Carlo Lottieri (favorevole al lavorare di domenica) e Stefano Zecchi (contrario). Sul tema, il quotidiano riporta il pensiero di mons. Giancarlo Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano: “Il lavoro di domenica non è degno, non è libero, separa giovani mamme da bambini nel giorno della festa. Bisogna dire basta all’apertura domenicale di mercati e supermercati”. Su “Il Giornale” anche il commento mons. Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno, rispetto alla necessità di un impegno pubblico dei cattolici: “Non è più tempo per belle parole e sterili promesse. I cattolici devono prendere coscienza di doversi impegnare facendo della questione sociale e in particolare del lavoro il luogo indispensabile della nuova evangelizzazione”. Nell’inserto “L’Economia” del Corriere del Mezzogiorno, invece, focus sulla situazione del mondo del lavoro nel Sud Italia con l’intervista a mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. “Uno degli intenti della Settimana sociale – sottolinea Santoro – è proprio quello di riguardare al Mezzogiorno come risorsa per l’Italia, di evidenziare l’importanza del Sud anche approfondendo il rapporto con il Mediterraneo, procedendo in una direzione diversa dai localismi alimentati anche dal perdurare della crisi economica”. Santoro presenta poi i frutti dei lavori a Cagliari, con le proposte all’Italia e all’Europa, e parla anche di Terzo settore, della situazione che vive Taranto per l’Ilva. Nel focus anche i dati dell’Istituto Toniolo secondo cui “il 49 per cento dei meridionali pronti ad emigrare”. Sul tema della “fuga” dall’Italia per la questione lavoro si sofferma anche “Affari&Finanza” affermando che “ogni anno tremila ricercatori fuggono lontano dal Bel Paese in cerca di soldi e soddisfazioni”. Nell’articolo i dati del “rapporto Italiani nel mondo 2017 della Fondazione Migrantes della Cei” secondo cui “sono 5 milioni gli italiani trasferiti in Europa e nel mondo, con un aumento del 3,3% in un solo anno. E a crescere sono soprattutto i giovani”. Anche il “Corriere della Sera” affronta la questione nell’articolo “Liceali e laureati lasciano il Sud. Ora l’emigrazione è intellettuale”.

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