“Europa più difesa”: Pinotti (ministro), “si è sentita la necessità di costruire una risposta con passi concreti”

“Il tema della difesa in Italia ha sempre unito tutte la parti politiche. Adesso c’è chi infonde idee negative: non si perdono le prerogative nazionali con una difesa europea”. Lo ha detto detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervenendo durante l’incontro “Europa più Difesa”, organizzato dall’Istituto Affari internazionali (Iai). Si tratterebbe, a suo avviso, di una conseguenza dei populismi, che considera “minoranze rumorose”, nati “non sul tema dell’insicurezza ma dell’immigrazione irregolare”. “Una difesa europea che tenga insieme sicurezza e sviluppo – ha ribadito il ministro – può fungere da modello a livello globale, soprattutto per quello che riguarda gli interventi nel Continente africano”. Un modello che “non debba contrapporsi né duplicare quello della Nato”. “Tutti i Paesi che avevano il timore di vedere duplicazioni o che avevano un legame con la Nato hanno capito che non si trattava di mettere in contrapposizione la difesa europea con l’alleanza nella Nato e neanche di duplicare gli sforzi”. Pinotti ha sottolineato come sia nata, alla luce delle minacce terroristiche, “l’esigenza di integrare i sistemi di difesa”. “Io credo anche che ci sia stata una spinta politica più forte, perché l’Europa non poteva solo rimanere l’Europa della moneta e della finanza. Essendo la difesa un tema meno divisivo di altri, si è sentita collettivamente la necessità di costruire una risposta, finalmente con dei passi avanti concreti”. L’Italia, infine, ha aggiunto il ministro, “ha sempre dato un segnale o anche più di un segnale”.

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