Diocesi: mons. Delpini (Milano) alle comunità, “esprimete diaconi disponibili a servire”

“Il diacono è un collaboratore del vescovo per il ministero apostolico, non un aiutante del prete promosso a una dignità superiore”. Lo ha scritto l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, nella lettera alla diocesi sul diaconato permanente, in cui chiede alle comunità ambrosiane “di esprimere uomini adulti, credenti, disponibili a essere nella Chiesa e nella società espressione e richiamo per tutti al ‘servire’”. Il testo è stato diffuso in prossimità dell’ordinazione di 5 nuovi diaconi permanenti, che si svolgerà nel duomo, il prossimo 4 novembre. Il presule cita nel testo le parole pronunciate da Papa Francesco in occasione della sua visita a Milano, il 25 marzo scorso, durante l’incontro con i consacrati: “Il diacono è il custode del servizio nella Chiesa”. Infine, l’arcivescovo delinea alcuni tratti che caratterizzano questa figura. “Si tratta di una persona che deve trovarsi a suo agio nell’offrire la sua testimonianza negli ambiti ordinari della vita quotidiana, cioè la sua famiglia e il suo ambito professionale, e insieme deve trovarsi a suo agio nel servire in modo qualificato la celebrazione liturgica; una persona adulta che ha già definito il suo stato di vita, nel matrimonio o nella scelta di vita celibe, ma nel suo modo di essere sposato o celibe rivela i segni di una vocazione a uno specifico servizio ecclesiale inserendosi nel clero – ha sottolineato -; una persona che deve trovarsi nelle condizioni per praticare un percorso di preparazione e di formazione permanente che si distende in almeno cinque anni e che richiede un certo investimento di tempo, che sia compatibile con ritmi di vita familiare e professionale”.

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