Vescovi Brasile: serve una reazione del popolo per purificare la politica

Il Consiglio permanente dei Vescovi brasiliani (Cnbb), in un’ulteriore nota presentata durante la conferenza stampa di ieri a Brasilia, manifesta “ancora una volta la propria apprensione e indignazione” per l’andamento complessivo del Paese da punto di vista politico e sociale. Una situazione che “continua a danneggiare sia la popolazione che le istituzioni brasiliane”. Prosegue la nota: “Condanniamo la mancanza di etica, che già da decenni ha preso dimora e continua a manifestarsi nelle istituzioni pubbliche, nelle imprese, nei gruppi sociali e nell’attività di molti politici che, tradendo la missione per la quale erano stati eletti, gettano discredito sull’attività politica”. Ed è “pesante il taglio delle risorse indispensabili per garantire la salute, l’educazione, programmi sociali consolidati, il Sistema di assistenza sociale unificata (Suas) e il programma di cisterne nel Nord-Est”. Tagli che “rafforzano tragicamente la povertà di milioni di persone. Il divorzio tra il mondo politico e la società brasiliana è grave”.
Si legge ancora: “L’apatia, il disincanto e il disinteresse per la politica, che vediamo crescere giorno dopo giorno nella popolazione brasiliana, compresi i movimenti sociali, hanno la loro radice più profonda nelle pratiche politiche che compromettono la ricerca del bene comune, privilegiando interessi particolari. Tali pratiche danneggiano la politica e la speranza dei cittadini che non sembrano più credere nel potere di cambiamento e rinnovamento del voto democratico. È grave che un popolo perda la speranza. Ed è urgente perciò essere consapevoli che situazioni come queste rischiano di aprire spazi a ‘salvatori della patria’, radicalismi e fondamentalismi, che sarebbero destinati ad aumentare la crisi e le sofferenze, soprattutto dei più poveri, e minaccerebbero la democrazia nel Paese”.
Tuttavia, la Chiesa brasiliana chiede di “vincere lo scoraggiamento”, poiché solo “una reazione cosciente e organizzata del popolo, nell’esercizio della propria cittadinanza, è capace di purificare la politica, allontanando quelli che seguono la via della corruzione e del disprezzo per il bene comune. Noi incoraggiamo la popolazione a essere protagonista dei cambiamenti necessari per il Brasile, e a manifestare in modo pacifico ogni volta che i propri diritti e conquiste sono minacciati”.
Il terzo pronunciamento presentato dai vescovi è un messaggio diretto al popolo brasiliano per richiamare l’attenzione su recenti manifestazioni che in nome dell’arte e della cultura, sviliscono la sessualità umana e vilipendano i simboli religiosi, tra cui il crocifisso e l’eucaristia. I vescovi si dicono coscienti di vivere in una società pluralista, ma evidenziano l’importanza di rispettare la fede di tanti milioni di brasiliani e ricordano che il mancato rispetto per i simboli religiosi è sanzionato dal codice penale.

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