Settimana sociale: mons. Arnolfo (Vercelli), “serve coraggio per dialogare con le Istituzioni”

(dall’inviato a Cagliari) – Umiltà, intelletto e coraggio. Sono i tre atteggiamenti suggeriti dall’arcivescovo di Vercelli, mons. Marco Arnolfo, nell’omelia durante la celebrazione che a Cagliari ha aperto la seconda giornata della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani. Commentando le letture della liturgia, l’arcivescovo ha osservato che “il primo atteggiamento da adottare ce lo suggerisce san Paolo: l’umiltà”. “Invochiamo questo spirito di umiltà – ha affermato l’arcivescovo – che ci faccia riconoscere di essere peccatori e quindi di avere misericordia verso gli altri”. “Uno spirito che ci consenta di rialzarsi quando siamo caduti. La vera spiritualità del discepolo non è quella di non cadere mai. Ma quella di rialzarsi ogni volta dopo le cadute”. “Siamo peccato amati, chiamati a rialzarsi”, ha ammonito. “E questo vale mille volte al giorno, anche nell’impegno della pastorale sociale dove ogni giorno dobbiamo ricominciare senza mai scoraggiarsi”. Il secondo spirito da invocare è quello di “intelletto”, per “saper leggere i segni dei tempi” e “quell’oggi in cui il Signore è in mezzo a noi”. “Solo questo spirito ci dà la possibilità di mettere insieme i vari elementi, giudicare con verità e sapere indicare le vie giuste per il lavoro e perché sia degno per l’uomo”. Infine, lo “spirito di coraggio” che serve “per mettersi d’accordo, per dialogare in modo schietto, sincero e fraterno”. “Dobbiamo avere il coraggio del dialogo verso le Istituzioni a livello nazionale e internazionale – ha concluso mons. Arnolfo – per proporre via alternative, per denunciare ciò che è sbagliato e proporre ciò che è giusto”.

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