Settimana sociale: le voci dei delegati, “buone prassi diventino concretezza”

“Un momento di confronto dove ci si arricchisce a vicenda”. Daniele Drei, ingegnere, 30 anni, definisce così l’esperienza della 48ª Settimana sociale, alla quale partecipa come delegato della diocesi di Imola. È progettista elettrico in un’azienda che realizza macchine automatiche e fa parte del Movimento lavoratori di Azione cattolica. “Vogliamo portare la ricchezza e gli spunti che emergono da quest’esperienza per poi metterli a disposizione del nostro territorio”. Con lui anche un’altra delegata, Emanuela Spadoni. “Il nostro vescovo ci ha dato il mandato specifico di collegarci con le altre realtà, soprattutto con le più vicine, per creare reti e perché le buone prassi diventino concretezza anche nella nostra diocesi – aggiunge -. Le parole che mi hanno più colpito sono denuncia e proposta. Tante situazioni gridano necessità di ascolto. Noi al nord facciamo l’esperienza dei giovani a partita iva molto sfruttati. Speriamo che un po’ di idee che abbiamo in cantiere prendano forma”.

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