Settimana sociale: Becchetti (economista), “la generatività è la radice della soddisfazione di vita”

(dall’inviato a Cagliari) – “La generatività è la radice della soddisfazione di vita”. Lo ha affermato questa mattina l’economista Leonardo Becchetti introducendo alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani i tavoli di lavoro sulle buone pratiche nei quali sono in queste ore impegnati gli oltre mille delegati a Cagliari. Raccontando lo svolgersi del progetto dei “Cercatori di lavOro” che ha portato all’individuazione di oltre 400 esperienze positive in tutta Italia, Becchetti ha sottolineato come questa ricerca sia una “rivoluzione permanente di metodo”. Ricordando che “la ricchezza di senso nella vita dipende dalla generatività”, l’economista ha evidenziato che l’obiettivo è costruire una “società generativa” con “imprese che non sono solo massimizzatrici di profitto ma creatrici di impatto”. “C’è già – ha osservato – una nuova generazione di imprenditori che hanno una grande ambizione: quella dell’impatto oltre al profitto”. “Noi economisti dopo il Pil e il Bes oggi arriviamo al bene comune, la più bella definizione di benessere che ci sia”. Nella ricerca delle “buone pratiche” sono stati impegnati 213 giovani in 82 diocesi. Un risultato è stato quello di “cambiare le narrative avvilenti che oggi dominano”. Anche se – ha riconosciuto Becchetti – “bisogna imparare a sbagliare” e per questo “sarebbe interessante un libro sui fallimenti”. Le caratteristiche individuate nelle 400 “buone pratiche” sono l’originalità, la riproducibilità e l’avere risultati documentati nel tempo. Ne è emerso uno spaccato che va dalla manifattura al socio-sanitario passando da realtà al servizio delle imprese artigiane, consorzi virtuosi, cooperative culturali, innovatori enogastronomici, botteghe formative, i worker buy out, rigenerazione urbana, oratori come laboratori di competenze, orti urbani, incubatori con mentoring, economia della legalità, finanza e banca etica. “Le imprese generative – ha sottolineato l’economista – devono stare sul mercato, devono avere capacità generativa interna ed esterna” altrimenti si va incontro al “fallimento virtuoso” con la “sconfitta dei buoni” o al “successo vizioso”.

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