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Europa: mons. Robu (Romania), “rilanciare l’Ue nel rispetto delle diversità”. Bergoglio, “l’uomo giusto al momento giusto”

“L’unità dell’Europa non può essere realizzata in modo durevole a prescindere dalla sua dimensione spirituale, cristiana. E perciò penso che la Chiesa dovrebbe predicare con coraggio la Parola di Gesù, senza mai scoraggiarsi di fronte agli attacchi del laicismo anticristiano che ha squilibrato l’animo europeo”. Occorre promuovere “quei valori che hanno permeato l’identità di tante nazioni europee, la fede, la famiglia, il rispetto della vita, l’amore di Dio e del prossimo”. Mons. Ioan Robu, arcivescovo di Bucarest e presidente della Conferenza episcopale di Romania, riflette – intervistato dal Sir – a partire dal titolo, “(Re)thinking Europe”, assegnato al dialogo in Vaticano, promosso da Comece e Santa Sede. “Credo fortemente che il progetto europeo possa e debba essere rilanciato. E i momenti di crisi – aggiunge – non devono scoraggiarci, anzi, dovremmo guardarli come opportunità per volgerci indietro, vedere quanta strada abbiamo già fatto, identificare cosa ci ha forse allontanati dal nostro percorso, e ripartire con più grinta verso la meta: la quale non è un punto di arrivo, bensì un cammino da compiere insieme”.
In Europa rinascono barriere e si affermano i nazionalismi: come giudica questi fatti? “Noi romeni veniamo da una storia recente che ci ha visti chiusi, isolati dal resto dell’Europa e del mondo, per quasi 50 anni. E la prima cosa che i romeni hanno apprezzato dopo la caduta del regime di Ceausescu è stata la libertà, in particolare la libertà di circolazione… Le barriere che facciamo sorgere intorno a noi, come persone, comunità etniche, Paesi, sono segno di sfiducia, che ci fa guardare l’altro non più come un fratello, bensì come un potenziale nemico. Sembra un paradosso il fatto che in un tempo nel quale i Paesi dell’Europa cercano di (ri)costruire insieme una casa comune, al loro interno ci siano segni di frammentazione”. Invece “bisogna aprirsi e cercare vie di dialogo che portino ad un’armonia costruttiva, libera da egemonie distruttive, a una convivenza pacifica, alla ricerca del bene comune”. Mons. Robu aggiunge: “La Chiesa accompagna, in modo attivo, il cammino dell’Europa unita. Oggi come oggi la Chiesa dovrebbe essere una voce chiara, semplice e diretta nel promuovere la dignità trascendente della persona umana nella società europea. Papa Francesco è l’uomo giusto arrivato al momento giusto”.

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