Europa: card. Marx (Comece), “lati oscuri” dell’Ue, “Paesi di seconda classe”, “attese deluse”. Ritrovare il sostegno dei cittadini

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Le crisi degli ultimi dieci anni hanno reso visibili alcuni “lati oscuri” dell’Ue, che il card. Reinhard Marx, presidente della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), aprendo i lavori del dialogo “(Ri)pensare l’Europa” oggi in Vaticano ha elencato di fronte ai circa 350 delegati rappresentanti del mondo ecclesiale e politico europeo: “la sensazione” dei Paesi ex-comunisti dell’Europa centrale e orientale, di essere “Paesi di seconda classe nell’Ue e non presi seriamente”; “la sensazione” di essere ancora “economicamente dipendenti e non ancora al livello della ricchezza dei Paesi dell’Europa occidentale”; la sensazione che “la crescita selvaggia del capitalismo globale” non abbia fatto i conti con le relative “conseguenze sociali, politiche ed ecologiche”. E ancora “la paura degli sconvolgimenti e delle minacce globali”. Tutte queste “attese e speranze deluse”, ha detto il card. Marx, hanno generato la sensazione che la politica “si sia resa indipendente” e i cittadini “ne abbiano perso il controllo”. A fronte di ciò, “resta ancora non chiarito come “il principio democratico debba essere applicato a livello europeo” e come “i principi di sussidiarietà e solidarietà debbano essere riprodotti a livello istituzionale”. Il compito ora è di dare all’Europa il sostegno della maggioranza dei suoi cittadini. Anziché “con sogni arditi di un superstato europeo”, con “miglioramenti concreti a beneficio di coloro che oggi si sentono dimenticati dall’Ue”.

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