Tragedia di Como: il vescovo Cantoni nella veglia di preghiera, “dobbiamo trovare la forza di rialzarci”

“Siamo qui non per fare commenti ma per pregare perché è l’unica arma potente di cui disponiamo. Un’arma però che ci permette di non soccombere, di non lasciarci vincere dagli avvenimenti e neanche dalle illusioni, per proclamare che, al di là di tutto, Dio è misericordia”. Sono queste le parole pronunciate dal vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni, ieri sera nella chiesa di Monte Olimpino a Como durante la veglia organizzata per ricordare le vittime della tragedia che venerdì 20 ottobre ha distrutto una famiglia in via Per San Fermo: il papà Faycal Haitot e i suoi quattro figli (il maggiore di 11, e le tre bambine di 3, 5 e 7 anni). “Dio accoglie tutti nella sua grande bontà – ha proseguito mons. Cantoni -, nella sua infinita tenerezza, per proclamare che il male, la morte, la distruzione, i fallimenti hanno un limite e che Dio è più grande, Dio vivifica. Quindi siamo qui per trovare la forza di rialzarci insieme e camminare insieme nella fede, nella carità e nella speranza”. Ad oggi non è ancora stato fissato il giorno dei funerali che si svolgeranno con il rito evangelico, cui l’uomo di origine marocchine – ritenuto responsabile della strage – si era convertito. Secondo le ricostruzioni dei magistrati l’uomo ha appiccato volontariamente l’incendio nell’appartamento dove viveva solo con i figli dopo il ricovero della moglie per problemi psichici.

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