Settimana sociale: Furlan (Cisl), “non ci uniamo al coro di quelli che vogliono mettere i giovani contro gli anziani”

“La legge di bilancio contiene dei provvedimenti positivi come la decontribuzione fino a 35 anni per i neoassunti e lo sblocco delle risorse per i centri per l’impiego, le politiche attive per la ricollocazione dei lavoratori. Ma bisogna fare di più”. È il messaggio della segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, che in un’intervista al Sir alla vigilia della 48ma Settimana sociale (Cagliari, 26-29 ottobre) chiede al governo misure per “sostenere l’incremento dell’occupazione femminile e gestire con oculatezza le trasformazioni industriali, cambiando anche il sistema contrattuale in modo da ridare slancio ai salari e alla produttività”. La riforma fiscale, aggiunge, “sarà la prima cosa che chiederemo al prossimo Governo, per un miglioramento delle condizioni salariali e delle pensioni da perseguire con un sistema fiscale più equo e giusto”. A chi rimprovera al mondo sindacale l’insistenza sulla questione previdenziale e sul “nodo” delle pensioni, a cui fa riscontro però una certa latitanza sul “tema giovani” e sulle misure concrete per affrontare la crescente disoccupazione giovanile, Furlan risponde: “È una interpretazione molto approssimativa e parziale delle posizioni del sindacato. A differenza di altri, noi non vogliamo favorire i conflitti generazionali. Non ci uniamo al coro di quelli che vogliono mettere strumentalmente i giovani contro gli anziani, i padri contro i figli. Il tema delle pensioni riguarda tutte le generazioni perché il combinato disposto tra il nuovo sistema contributivo e l’aspettativa di vita penalizza soprattutto i giovani. Per questo abbiamo fatto l’anno scorso un accordo con il Governo incentrato proprio sul principio della solidarietà tra le generazioni”. “La prima parte dell’accordo è stata applicata con i nuovi strumenti che sono stati introdotti per la flessibilità in uscita come l’Ape sociale per i lavoratori precoci e per i mestieri più usuranti, una misura che serve a far entrare anche i più giovani nel mondo del lavoro”, riconosce Furlan: “Ma ora chiediamo al Governo di applicare anche la seconda parte di quell’accordo che prevede anche una pensione di garanzia per colmare i buchi previdenziali dei giovani. Bisogna favorire la previdenza complementare e cambiare il meccanismo dell’aspettativa di vita”. Secondo la segretaria della Cisl, “il tema dell’occupazione dei giovani non si affronta a colpi di slogan o con misure assistenziali. Non basta cambiare le regole del mercato del lavoro ogni due o tre anni. Occorre favorire e sostenere gli investimenti pubblici e privati che possano generare nuova occupazione di qualità, far ripartire la domanda, in particolare quella interna, favorire la crescita. Solo in questo contesto si possono promuovere politiche volte a favorire l’ingresso stabile dei giovani nel mercato del lavoro, recuperando i divari con gli altri Paesi europei e riducendo il divario Nord-Sud”.

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