Scuola cattolica: Cicatelli (coordinatore), “costi minori rispetto a statale ma è riduttivo ragionare solo in termini economici”

Il valore della parità scolastica sembra spesso doversi misurare in termini economici, ma per Sergio Cicatelli, coordinatore scientifico del Centro studi per la scuola cattolica (Cssc), che oggi ha presentato il XIX Rapporto sulla scuola cattolica in Italia “Il valore della parità” presso la Camera dei deputati, alla presenza del segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, e della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, questo criterio di valutazione è improprio. È riduttivo, spiega, “impostare il problema della scuola paritaria in termini economici, con le scuole perennemente impegnate a sollecitare dallo Stato come elemosina ciò che dovrebbe spettare loro per giustizia, e l’apparato statale a sua volta ben deciso a difendersi”. Esiste un valore “immateriale” dato dalla qualità della proposta educativa nel suo insieme e oltre ai risultati misurati in termini di esiti scolastici, esistono “effetti educativi immateriali, che tendono a migliorare gli stessi risultati scolastici grazie alla loro intrinseca carica motivazionale”. Tuttavia, prosegue Cicatelli, anche volendo partire dalla dimensione economica, secondo un’indagine del 2014 il costo annuo per alunno di scuola statale oscillerebbe tra i 5.700 e il 6.900 euro contro i 3-4 mila euro di uno studente di scuola paritaria. “L’esistenza di una scuola non statale – conclude il coordinatore del Cssc – rappresenta un risparmio per lo Stato e dunque, lungi dal costituire un onere, le scuole paritarie sono un beneficio per lo Stato stesso” che, quantomeno per questo, dovrebbe essere interessato alla loro sopravvivenza.

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