Card. Parolin: servono “politiche idriche pro-poveri”

Includere la questione acqua “in tutte le discussioni sullo sviluppo che si svolgono nell’arena globale”. Si è concluso con questa proposta l’intervento del card. Pietro Parolin al vertice internazionale su acqua e clima, in corso in Campidoglio. “Nei prossimi anni – ha affermato ieri – saranno necessari nuovi investimenti finalizzati sia ad accrescere la resilienza e quindi a ridurre i rischi da disastri naturali, sia a favorire la promozione di un reale sviluppo umano integrale”, la previsione: “È bene che l’accesso all’acqua e la gestione integrata delle risorse idriche siano elementi centrali nelle riflessioni volte a determinare tali investimenti”. La necessità di “individuare approcci innovativi” richiede, inoltre, “nuove forme di cooperazione tra pubblico e privato, nuovi modelli di partenariato, nell’ambito di una razionale pianificazione idrica, dove tener conto di fenomeni come i cambiamenti climatici, la diffusione e l’assimilazione di informazione tra la popolazione, la modificazione nel lungo periodo dei comportamenti e degli usi nei confronti dell’acqua”. Alla base di tali approcci, per Parolin “bisognerà dare priorità al soddisfacimento dei bisogni di sicurezza idrica dei poveri attraverso politiche idriche pro-poveri, così come alla rivitalizzazione dell’ambito locale promuovendo la decentralizzazione, ossia la sussidiarietà, valorizzando le conoscenze e le esperienze delle popolazioni e delle comunità locali”.

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