Card. Parolin: “c’è un forte nesso tra cambiamenti climatici e disastri collegati con l’acqua”

L’acqua è un “fattore fondamentale per lo sviluppo”. Lo ha detto ieri il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, intervenendo al vertice internazionale su acqua e clima in corso in Campidoglio. “La scarsità d’acqua o la sua cattiva gestione è un fattore limitante dello sviluppo umano”, ha proseguito: “Anche in presenza di altri fattori (lavoro, terra, minerali, altre risorse naturali) la scarsità o la cattiva gestione dell’acqua impediscono una vita decente, l’agricoltura, l’allevamento del bestiame, attività produttive, condizioni igieniche adeguate e comportano ineguaglianze e migrazioni forzate”. L’acqua può essere anche un “elemento distruttivo della vita sulla Terra, attraverso vari fenomeni naturali estremi collegati con la sua abbondanza o la sua scarsità, fenomeni che purtroppo si stanno verificando in misura sempre più intensa e frequente”: acqua, quindi, come “potenziale causa di conflitto o, viceversa, di solidarietà, soprattutto laddove vi sono risorse idriche condivise tra due o più Stati”. “Il problema dell’acqua come fattore limitante dello sviluppo viene ancor più accentuato dal problema dei cambiamenti climatici – il grido d’allarme del cardinale – che incide sul ciclo idro-geologico e dipende non solo da elementi naturali, ma anche da attività antropiche mal gestite che possono creare alterazioni e squilibri allo stesso ciclo. Si pensi ad esempio all’inquinamento delle falde acquifere o dei fiumi, oppure alla distruzione delle foreste”. C’è, infatti, “un forte nesso tra cambiamenti climatici e disastri collegati con l’acqua: si stima che circa il 90% dei principali eventi estremi avvenuti nell’ultimo trentennio sia imputabile all’acqua”. In tale prospettiva, “un’accurata gestione integrata delle risorse idriche rappresenta uno dei principali strumenti per rafforzare la resilienza e l’adattamento al cambio climatico”.

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