Chiese di Sicilia: Palermo, domani la Giornata del dialogo islamo-cristiano. Mons. Raspanti, “trovare punti comuni e, insieme, individuare occasioni di cooperazione”

“Incontrarsi, confrontarsi e dialogare per individuare occasioni di cooperazione e per azioni sinergiche su questioni comuni” è lo scopo che si prefigge la Giornata del dialogo islamo-cristiano, organizzata dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), in collaborazione con le Comunità islamiche siciliane. L’evento si svolgerà domani a Palermo, ospitato dalla Missione “Speranza e carità”. Il tema di riflessione scelto è “Cristiani e musulmani insieme. Strumenti di cooperazione”. Per mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e delegato Cesi per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, “al di là dei convenevoli e del ribadire la necessità, l’opportunità e la bellezza del dialogare, occorre essere concreti: ci sono delle innegabili differenze tra cristiani e musulmani, ma ci sono delle cose che ci accomunano, e il nostro abitare la Sicilia è una di queste. Come cittadini di questa terra, tutti ne condividiamo risorse e problematiche”. Il riferimento del presule è all’educazione dei figli, ai rapporti con la scuola o alle difficoltà legate alle questioni di salute. “Chi di noi non si trova ad affrontare tali questioni? Cristiani o musulmani – aggiunge mons. Raspanti -, siamo gente inserita nella storia, parte del tessuto della stessa società, tutti in rapporto con la città e con la cosa pubblica. Ci siamo chiesti come progettare qualcosa di più stabile e di più incisivo ed essere al contempo dallo stesso lato nel dialogare con le istituzioni. Ecco perché la scelta del tema della ‘cooperazione’ ed ecco perché ‘strumenti’”. “Nessuno di noi – prosegue il vescovo – sa che cosa verrà fuori dall’incontro”. Il cuore della Giornata, infatti, sarà la tavola rotonda alla quale prenderanno parte tre esponenti del mondo islamico e tre del mondo cristiano, i quali, ciascuno a suo modo, interverranno sui temi già accennati moderati proprio da Raspanti. “Si tratta di stimoli – spiega ancora il vescovo di Acireale -, perché parlando di qualcosa che viviamo con difficoltà o che siamo comunque chiamati a fronteggiare, seppur con certe differenze, potremo magari trovare punti comuni e, insieme, individuare occasioni di cooperazione e per azioni comuni”.

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