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Cattedrali europee: don Franceschini (Cet), “dal 2010 al 2016 la Conferenza episcopale italiana ha censito 174 progetti di restauro di campanili”

“Dal 2010 al 2016 la Conferenza episcopale italiana ha censito 174 progetti di restauro di campanili”. Lo ha riferito don Luca Franceschini, incaricato regionale per i beni culturali e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale toscana, intervenendo oggi a Pisa al convegno delle cattedrali europee dal titolo “Campanili e campane”. A confronto – nel convegno che si concluderà domani – molti casi di studio. Quello del campanile del duomo di Vienna, alto 137 metri, detto Steffi (Stefanino in italiano) che “nella sua cupola – ha ricordato il presidente dell’Opera del Duomo di Pisa, Pierfrancesco Pacini – custodisce la grande e pesante campana (oltre 20 tonnellate) realizzata nel 1711 e diventata simbolo speciale di unità e di ricostruzione post-bellica dell’Austria. Un campanile le cui campane offrono il benvenuto al nuovo anno durante la notte di San Silvestro”. O la torre campanaria della cattedrale di Anversa in Belgio, capolavoro di stile gotico bramantino: è una delle più alte d’Europa “tanto da essere annoverata nella lista del patrimonio Unesco”. E poi i diciotto campanili della basilica della Sagrada Familia: dodici sono dedicati agli apostoli, quattro agli evangelisti, uno a Gesù e un ultimo alla Vergine Maria. O il campanile di San Marco a Venezia: i cittadini del centro lagunare lo chiamano affettuosamente El paròn de casa (il padrone di casa). Una storia travagliata, la sua: la mattina del 14 luglio del 1902 le fenditure sul fianco del monumento, che davano da alcuni giorni preoccupazione ai tecnici, si aprirono in modo spaventoso, tanto da far crollare la torre. Oggi per fortuna la torre è stata ricostruita nel rispetto del sindaco di allora Filippo Grimani: “Si costruisca come era. Dove era”. Ancora: il campanile di Giotto della cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze. Alto quasi 85 metri e largo circa quindici, è la più eloquente testimonianza dell’architettura gotica fiorentina del trecento.
Le giornate di studio si sono aperte con un minuto di silenzio dedicato al turista spagnolo, travolto da un capitello staccatosi dalla basilica di Santa Croce a Firenze. “Una basilica sempre ben curata, dove la manutenzione è sempre stata fatta”, ha osservato il sovrintendente di Pisa (e fiorentino di origine) Andrea Muzzi.

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